L'arte del Novecento si fa uovo

Nessuna geometria ha ricavato la formula dell’uovo. Per il cerchio, la sfera c’è il pigreco, ma per la figura perfetta della vita non c’è quadratura.
Erri De Luca, “Il peso della farfalla”, 2009

Tornano puntuali le creazioni di Walter Musco, maître chocolatier con un passato di gallerista (nel 1997, a soli 26 anni, aveva aperto uno spazio dedicato all’arte tribale). “Uovo. Utopia della forma”, alla sua terza edizione alla Pasticceria Bompiani di Roma (Largo Benedetto Bompiani 8 | tel. 06.5124103 | www.pasticceriabompiani.it), mette in mostra fino ad esaurimento scorte trenta delle sue reinterpretazioni da Kandinsky a Klee e Pollock, da Capogrossi a Fontana e Burri. Se da un lato c’è la seduzione dell’uovo nel suo significato cosmogonico, in quanto è dalla rottura dell’uovo cosmico che nasce ogni forma di vita; dall’altro c’è la provocazione sulla dimensione effimera dell’opera d’arte, ovvero sulla sua riproducibilità e/o interpretazione. Nella sostanza però affiora prepotente una maestria pasticcera che ingolosisce: cioccolato Valrhona, burro di cacao, coloranti alimentari profumano l’atelier di questo artista che, per quanto le sue creazioni siano commestibili, invita a non mangiarle.

Una tortura. Perché mai si dovrebbe restare fermi a contemplare le sue uova?
«Per darsi il tempo di osservarne la naturale trasformazione del colore, della superficie. Il cioccolato è una materia viva e, rinunciando a mangiarlo, sarà come assistere ad una performance».
Cosa rimane allora della relazione tra arte e cibo?
«Il gioco non è dipingere un uovo fatto con un cioccolato di qualità. Al contrario, attraverso la sua reinterpretazione nel contatto con l’arte, lo si posiziona in uno spazio e in un tempo che inevitabilmente lo modificheranno nella forma. Una sorta di percorso di vita nuovo, in continua evoluzione».
In questo gioco di specchi tra materia e forma, tra contenuto e contenitore, cosa è prioritario per Walter Musco? 
«La “forma” insieme al “contenuto” si pone come uno dei due contendenti nel campo di battaglia della teoria e della ricostruzione dell’arte moderna e contemporanea. Io porto in scena questa battaglia».
Ma quale valore dà a questa sua ricerca? Cosa intende comunicare?
«Che il cibo, come l’arte, ha bisogno di riconquistarsi un tempo ed uno spazio per la riflessione. Oggi si mangia non soltanto per necessità; viviamo in un tempo in cui l’esperienza del cibo si dilata nelle differenti dimensioni dei sensi e delle emozioni. Il connubio arte-cibo soddisfa questo bisogno complesso».
La Fondazione Archivio Capogrossi non ha gradito, ha chiesto un risarcimento danni e l’immediata demolizione dei quattro esemplari ispirati a Capogrossi appunto. In fondo anche questa è performance?
«Infatti, li ho distrutti a martellate. Quello che ne è rimasto, è diventato l’attrazione della rassegna. L’uovo ha cambiato forma».

15 Aprile 2014

Walter Musco

 

LA RICETTA delle UOVA DI FONDENTE
(non abbiamo ricevuto la ricetta di Musco e vi proponiamo la nostra)

Ingredienti (per 1 uovo alto cm 25)
600 g di cioccolato fondente 75% (preferibilmente in pastiglie)

Preparazione
Lucido l’interno dello stampo per uovo con carta assorbente unta di olio d’oliva: così si faciliterà l’estrazione dell’uovo dallo stampo, oltre ad una finitura lucida dell’uovo stesso.
Preparo il termometro da cucina affinché sia sempre a portata di mano; dispongo sul fuoco la pentola di acqua calda e una ciotola resistente al calore per la cottura a bagnomaria.
Fondo il cioccolato a 45°, tolgo dal fuoco e attendo che la massa arrivi alla temperatura di utilizzo di 31°-32°, continuando a mescolare.
Colo il cioccolato in ogni stampo fino a ricoprirne tutta la superficie con uno strato omogeneo e faccio scolare quello in eccesso; se necessario mi aiuto con un pennello da cucina, in questo caso ripetendo la procedura tre o quattro volte in modo da ottenere uno strato consistente (attendere circa 20 minuti tra una stesura e l’altra di cioccolato). Lascio cristallizzare a 16°-17° per una notte (meglio con un abbattitore di temperatura).
Estraggo le due metà di uovo dagli stampi, ne scaldo delicatamente i bordi su una placca preriscaldata e poi li faccio combaciare saldandoli.