Milano, tre secoli di mise en place

I pasti quotidiani devono essere considerati come delle opere d'arte. La tavola è come una tela dipinta che ci insegna che “oggi” è una volta sola. L’immagine dipinta svanisce alla fine della giornata, ma il suo ricordo resta scolpito nella mente delle persone che erano sedute al nostro stesso tavolo. È qualcosa che i soldi non possono comprare, e che resta proprio in quanto svanisce. Costruire sapendo che scomparirà: come per i mandala di sabbia tibetani.
Banana Yoshimoto, "La natura giapponese è un'altra cosa", 2014

"Mise en place", ovvero "messa sul posto": nel mondo della ristorazione, un'espressione tecnica per indicare le modalità di un corretto servizio a tavola "apparecchiandola" con tutto quanto necessario affinché il "convivio" possa svolgersi nel migliore dei modi. Quella della tavola, è un'arte in cui nel corso dei secoli si sono rispecchiate civiltà, culture, identità, genti. In ogni "mise en place", in ogni tavola imbandita, si rappresenta un universo tanto di oggetti quanto di pratiche (e non esclusivamente gastronomiche).

Questo il senso della mostra Conviviando. L’arte della tavola tra passato e futuro che da oggi al 15 febbraio prossimo trova dimora nelle dorate stanze - tardo neoclassico - del Principe nel Palazzo Reale di Milano. Ci sono familiari piatti e piattini, fondine e ciotoline, tazze da consommé, coltelli, forchette, cucchiai; e pure le varietà di bicchieri per l’acqua, per il vino rosso o bianco, per spumanti e aperitivi, per i dessert; e i tessili dalle tovaglie e tovagliette, alle salviette, ai coprimacchia. Ci restituiscono certosine raffinatezze le teorie di saliere, pepiere, oliere, acetiere, salsiere, formaggiere e zuccheriere, il porta stuzzicadenti e lo scaldavivande, i vassoi, la carta dei vini e del menu, il blocco per le comande. C'è pure un delizioso sciacquadita. Tutto rigorosamente e filologicamente "allestito", per la regia della curatrice Cinzia Felicetti, epoca dopo epoca, in dieci quadri scenografici dal Seicento ai nostri giorni a cui fanno da corredo le grandi pellicole che hanno segnato il nostro immaginario.

Ad inaugurare il percorso, il Black and White dell'haute couture e del glamour, sublimato dall'intensa storia d'amore di "Coco Chanel & Igor Stravinsky" diretto da Jan Kounen (2009). Ed ecco il Barocco, quando la tavola, sfarzosa nei trionfi vegetali e nelle architetture gastronomiche, si fa teatro dell'autocelebrazione del re e strategia per il potere; proprio come nel "Vatel" di Roland Joffé (2000). Nel Rococò sopravvive il costume del "servizio alla francese", ma la presentazione di tutte le pietanze sul tavolo si tinge delle sfumature pastello della finissima porcellana e della zuccherosa pasticceria, proprio come nella "Marie Antoinette" di Sofia Coppola (2006). Un balzo nel tempo e la "mise en place" indossa gli abiti più informali ma molto raffinati ora del picnic in stile Regency, tanto caro a Jane Austin e alla "Emma" di Douglas McGrath (1996), ora del gazebo in Total White che ci proietta nella rarefatta candida atmosfera del Lido con "Morte a Venezia" di Luchino Visconti (1971).

La prima grande rivoluzione viene compiuta nell'Ottocento e questa volta fa scuola la Russia zarista che inaugura il servizio delle singole pietanze in successione affidandolo a un "esercito" di camerieri; si passa dagli olezzi "romantic" di fasti aristocratici in decadenza (torna Visconti con "Il Gattopardo " del 1963), all'eleganza della mensa borghese "in famiglia", alla decorazione policroma dei fiorilegi vittoriani, fino al giro di boa del nuovo secolo, il Novecento, col rigore geometrico di matrice costruttivista e le stilizzazioni Art Déco (e qui incrociamo "Il grande Gatsby" di Baz Luhrmann del 2013). Ed eccoci alla contemporaneità, con la tavola imbandita ora nel segno del glamour Sixties ossessionato dall'oggetto di design, con "A Single Man" di Tom Ford (2009), ora nel culto dello chef eroe moderno, con "Io sono l'amore" di Luca Guadagnino (2009). Per finire con uno sguardo proteso al futuro in cui, provocatoriamente, cibo e socialità correlata si contraggono in liofilizzati e pastiglie, con la visione di "Ex Machina" di Alex Garland (2015).

Una mostra in scala ridotta ma che incuriosisce e coinvolge; da assaggiare.

25 Gennaio 2018

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LA MOSTRA
Conviviando. L’arte della tavola tra passato e futuro

a cura di  Cinzia Felicetti (direttrice responsabile di Marie Claire Maison Italia)
produzione di  Marie Claire Maison Italia, HOMI e Comune di Milano
dove  Palazzo Reale, Milano
quando  dal 25 gennaio al 15 febbraio 2018
orario  lunedì 14.30 -19.30 | martedì mercoledì venerdì e domenica 9.30-19.30 | giovedì e sabato 9.30-22.30
biglietti  ingresso gratuito
info 02 88445181 | www.palazzorealemilano.it